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6 spettacoli trovati
REGALO DI NATALE

Gigio Alberti
Filippo Dini
Giovanni Esposito
Valerio Santoro
Gennaro Di Biase

dal film di Pupi Avati

adattamento teatrale Sergio Pierattini

scenografie Luigi Ferrigno

costumi Alessandro Lai

luci Pasquale Mari

regia Marcello Cotugno

Marcello Cotugno dirige Gigio Alberti, Filippo Dini, Giovanni Esposito, Valerio Santoro, Gennaro Di Biase, nell’adattamento teatrale di Regalo di Natale di Pupi Avati.
La celebre notte di poker tra quattro amici racconta il trionfo del singolo sul collettivo, la metafora del successo di uno conquistato a spese di tutti, il simbolo di una teatralità doppia e meschina, amara una riflessione su come stiamo diventando o su come forse siamo già diventati.
Una produzione La Pirandelliana.

Trama

Originariamente ambientato negli anni ‘80, Regalo di Natale è stato trasposto nel 2008, anno in cui la crisi economica globale si è abbattuta sull’Europa segnando profondamente la società italiana. In risposta a recessione e precariato, il gioco d’azzardo vive una stagione di fulminante ascesa, e, dalle slot che affollano i bar e al boom del poker texano, si moltiplicano i luoghi e le modalità in cui viene praticato. I soldi facili sono la chimera inseguita anche dai nostri protagonisti, in un crescendo di tensione che ci rivela mano dopo mano come, al tavolo verde, questi uomini si stiano giocando ben più di una manciata di fiches.

Quattro amici di vecchia data, Lele, Ugo, Stefano e Franco, si ritrovano la notte di Natale per giocare una partita di poker. Con loro vi è anche il misterioso avvocato Santelia, un ricco industriale contattato da Ugo per partecipare alla partita. Franco è proprietario di un importante cinema di Milano ed è il più ricco dei quattro, l’unico ad avere le risorse economiche per poter battere l’avvocato, il quale tra l’altro è noto nel giro per le sue ingenti perdite.

Tra Franco e Ugo però, i rapporti sono tesi; la loro amicizia, infatti, è compromessa da anni, al punto tale che Franco, indispettito dalla presenza dell’ormai ex amico, quasi decide di tornarsene a casa. La sola prospettiva di vincere la somma necessaria alla ristrutturazione del cinema lo fa desistere dall’idea.

La partita si rivela ben presto tutt’altro che amichevole. Sul piatto, oltre a un bel po’ di soldi, c’è il bilancio della vita di ognuno: i fallimenti, le sconfitte, i tradimenti, le menzogne, gli inganni. È uno tra i più bei film di Avati, lucido, amaro, avvincente.

28/02/2020 21:00
Prossimo evento
ven, feb 28
21:00
Teatro San Domenico
Disponibilità Biglietti: MEDIA
L'ALLEGRA VEDOVA
Maddalena Crippa
rielaborazione testo originale di Victor Leon / Leon Stein
a cura di Bruno Stori e Maddalena Crippa
arrangiamento musiche originali di Franz Lehár
a cura di Giacomo Scaramuzza
e con Giampaolo Bandini (chitarra), Giovanni Mareggini (flauto e ottavino), Mario Pietrodarchi (fisarmonica), Federico Marchesano (contrabbasso)
regia Bruno Stori

Cafè chantant

In uno spazio essenziale, accompagnata da un prezioso ensemble strumentale, un quartetto composto da chitarra, fisarmonica, flauto traverso e contrabbasso, Maddalena Crippa, nella doppia veste di narratrice e cantante, racconta la storia e interpreta le canzoni de La Vedova Allegra, evocando con leggerezza e divertimento le atmosfere dei cabaret berlinesi e dei cafè chantant parigini.

Alternando le parti recitate, frammenti di dialoghi e monologhi tradotti dal libretto originale di Victor Leon/Leon Stein, alle parti cantate, arie e duetti, l’attrice si sdoppia e dà voce e carattere sia ad Anna Glavari che al principe Danilo.

Una produzione Parmaconcerti e Compagnia Umberto Orsini.

Trama

Il Barone Zeta, Ambasciatore del Pontevedro a Parigi, riceve un ordine tassativo dal proprio governo: la signora Anna Glavari, giovane vedova del banchiere di corte, deve a tutti i costi risposarsi con un compatriota. Infatti se dovesse passare a seconde nozze con uno straniero, il suo capitale, valutato 100 milioni di dollari, abbandonerebbe la Banca Nazionale Pontevedrina e, per la “Cara Patria”, sarebbe la rovina economica. Il Barone Zeta, coadiuvato da Niugus (cancelliere un po’ pasticcione), tenta di convincere il Conte Danilo Danilowich, segretario all’Ambasciata di Parigi, a sposare la ricca vedova. Danilo però non ne vuole sapere perché, fra lui ed Anna c’è già stato del “tenero” prima che lei sposasse il banchiere Glavari; ed ora Danilo, ferito nell’orgoglio, non vuole assolutamente ammettere di essere ancora innamorato di Anna. Da parte sua la vedova, pur amando Danilo, non lo vuole dimostrare e fa di tutto per ingelosirlo. Durante una festa che Anna organizza nella sua villa, sia per vedere le reazioni di Danilo e sia per salvare l’onore della moglie del barone Zeta, ella dichiara a tutti gli invitati che intende sposare un francese: il sig. Camillo De Rossillon. Danilo furioso abbandona la festa. Tutto sembra perduto, ma Niegus, più per caso che per merito, riesce a sciogliere l’equivoco e a far confessare ad Anna e Danilo il loro amore reciproco.

Note di regia

Che cosa si nasconde dietro il successo di quest’operetta? Che cosa c’è di così appagante per il pubblico che da oltre un secolo affolla i teatri per applaudirla? La risposta è molto semplice: La Vedova Allegra è una fiaba a tempo di valzer e il valzer, si sa, provoca il rilascio delle endorfine, le molecole della gioia e dunque La Vedova Allegra è un formidabile anti-stress, che non è poco. A cominciare da Canzonette vagabonde, dal repertorio italiano degli anni ‘20 e ‘30, a seguire poi con Sboom; le canzoni degli anni ’60 da Paolo Conte, a Tenco, Jannacci, De André; con A sud dell’alma, dedicato ai grandi interpreti latino americani, E pensare che c’era il pensiero di Gaber e Luporini; senza dimenticare le interpretazioni di Irma la dolce (produzione Rai), Schonberg Kabarett, Pierrot lunaire, L’opera da tre soldi, nel doppio ruolo di Jenny e Polly; Femmine fatali (produzione Festival di Salisburgo), fino al più recente Italia mia Italia, una dedica spassionata al nostro paese, Maddalena Crippa ha tracciato un percorso nel teatro-musica all’insegna della qualità e della varietà, che approda ora alla Vedova Allegra”.

Bruno Stori

08/03/2020 21:00
Prossimo evento
dom, mar 8
21:00
Teatro San Domenico
Disponibilità Biglietti: MEDIA
QUELL'ALTRA TOUR

ALEXIA accompagnata da una Band di 4 elementi , ripercorre tutti i più grandi successi della sua carriera e alcune cover italiane ed internazionali. Due ore di spettacolo.
 

Il nuovo album di ALEXIA: “Quell’altra”, un progetto che segna un distacco netto dall’Alexia di ieri, per mostrare una versione più matura e consapevole di se stessa, sia come cantante che come donna. Dopo un lungo Instore Tour per l’Italia, nel quale ha presentato il disco ai suoi fans, Alexia ha proseguito la promozione partecipando a diversi programmi televisivi e radiofonici di rilevanza nazionale.

 

Alexia (nome d’arte di Alessia Aquilani) è una delle cantanti italiane più famose all’estero.

Dal debutto ad oggi vende oltre 5 milioni di dischi in tutto il mondo, conquistando 8 Dischi d’Oro e 2 di Platino. Il suo primo singolo è del 1995, “Me and You” – numero 1 in Italia e in Spagna. Un anno dopo escono “Summer is crazy”, “Number One” e “Uh la la la”: primi in tutta Europa.

Il primo album è del 1997, “FUN CLUB” (più di 600 mila copie vendute), a cui fa seguito, un anno dopo, il secondo, “The Party”, altro Disco di Platino, con oltre 500 mila copie vendute, e successo in Inghilterra, negli Stati Uniti e in Giappone.

Nel 1999 pubblica “Happy” che entra da subito nelle chart di tutta Europa.

Nel 2002, la svolta e un rinnovato successo cantando in italiano. Alexia si presenta per la prima volta al Festival di Sanremo: è un vero trionfo. “Dimmi come” diventa il brano più “suonato” dalle radio italiane, e, un anno dopo, vince lo stesso Festival con “Per dire di no”.

Nel 2004 pubblica l’album “Gli occhi grandi della luna”, con le prestigiose collaborazioni di Sam Watters, Louis Biancaniello e Diane Warren.

Alexia partecipa di nuovo al Festival di Sanremo 2005 con il brano “Da grande” ma, solo tre anni dopo, pubblica il nuovo album di inediti, dal titolo “Alè”, nuovo team di autori e produttore, e sound più rock.

In coppia con Mario Lavezzi, nel 2009 interpreta a Sanremo il brano “Biancaneve”, scritto da Mogol e lo stesso Lavezzi, contenuto nell’album “Ale&c.” (Bloom06 e Madame SìSì, tra gli artisti che vi prendono parte).

Del 2010 è l’album di inediti “Stars”, dalle sonorità imprevedibili, rock, pop, black, e dalle vocalità r&b.

Nel 2013 nuovo singolo, “Io No” e la raccolta “iCanzonissime”, con alcune delle cover che hanno segnato la sua carriera artistica presentate nella trasmissione “Canzonissima” all’interno del programma “I migliori anni” di Carlo Conti.

Nella primavera 2015, con un nuovo look e una grande consapevolezza artistica, pubblica il nuovo disco di inediti “Tu puoi se vuoi”, dove tutto “suona” davvero possibile…basta ascoltarlo!

Il 19 maggio 2017 Alexia compie 50 anni e si regala un album di inediti, in uscita a settembre. Ad anticiparlo – arriva in radio – non a caso nel giorno del suo compleanno, il brano “Beata gioventú”, un’esplosione di pura energia: dedicato a tutte le età della vita

13/03/2020 21:00
Prossimo evento
ven, mar 13
21:00
Teatro San Domenico
Disponibilità Biglietti: ALTA
Enrico Ruggeri: Una Storia da Cantare
03/04/2020 21:00
Prossimo evento
ven, apr 3
21:00
Teatro San Domenico
Disponibilità Biglietti: MEDIA
LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR

regia Serena Sinigaglia
adattamento Edoardo Erba
con Mila Boeri, Annagaia Marchioro, Chiara Stoppa e Virginia Zini
alla fisarmonica Giulia Bertasi
scene Federica Pellati costumi Katarina Vukcevic
luci Giuliano Almerighi
consulente musicale Federica Falasconi
assistente alla regia Giada Ulivi
coproduzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini e ATIR Teatro Ringhiera

La scrittura di Edoardo Erba e la regia di Serena Sinigaglia riadattano, tagliano e montano con ironia Le allegre comari di Windsor, innestando brani, suonati e cantati dal vivo dal Falstaff di Verdi. In scena solo la signora Page, la signora Ford, la giovane Anne Page e la serva Quickly, che danno parola anche ai personaggi maschili, assenti ma molto presenti: mariti, amanti, e, soprattutto, il più grande, non solo per stazza, Falstaff. Da lui tutto comincia e con lui tutto finisce. Le lettere d’amore che il Cavaliere invia identiche alle signore Page e Ford sono lo stimolo per trasformare il solito barboso e very british pomeriggio di tè in uno scatenato gioco dell’immaginazione, del desiderio, del divertimento. “Punire” quel porco di Falstaff, che osa far loro esplicite richieste d’amore, diventa il grimaldello per sentirsi ancora vive. Senza Falstaff, non ci sarebbe divertimento o sfogo per le signore Page e Ford, che, come le Desperate Housewives, sono donne di mezza età, borghesi, annoiate e un pizzico bigotte, con routine consolidate, mariti assenti e desideri sopiti. «Per la sua ostentata dissolutezza in Falstaff si possono scorgere dei tratti di Don Giovanni e respirare aria buona di libertà; nella sua evidente “decadenza” si rispecchia quanto di più umano e disarmato si possa concepire», ci racconta la Sinigaglia, che ha voluto in scena anche una fisarmonicista che, oltre a suonare dal vivo le note di Verdi, interpreta Fenton, il grande amore di Anne, «un ruolo “en travesti” – prosegue – come vuole la tradizione shakespeariana (ma al contrario!)».

Quest’allestimento nasce nell’ambito di Glob(e)al Shakespeare il progetto per il quale 6 opere del grande drammaturgo sono state proposte in 6 riscritture commissionate ai più innovativi autori del panorama odierno e poi portate in scena da 6 registi. Il progetto è nato per affermare l’universalità del Teatro coniugando l’essenza atemporale dell’opera di Shakespeare con temi e linguaggi della scena contemporanea e si è aggiudicato il Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro 2017.

19/04/2020 17:00
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dom, apr 19
17:00
Teatro San Domenico
Disponibilità Biglietti: MEDIA
COSI' PARLO' BELLAVISTA

adattamento teatrale di Geppy Gleijeses
dal film e dal romanzo di Luciano De Crescenzo

scene Roberto Crea
musiche Claudio Mattone
costumi Gabriella Campagna
luci Luigi Ascione

regia GEPPY GLEIJESES

con Nunzia Schiano   Salvatore Misticone
Vittorio Ciorcalo   Patrizia Capuano
e Gianluca Ferrato (Cazzaniga)
e con Elisabetta Mirra   Gregorio De Paola   Agostino Pannone
Gino De Luca   Ester Gatta   Brunella De Feudis

Dopo qualche tentativo infruttuoso fatto in anni passati di adattare per le scene il mitico film – romanzo saggio  “Così parlò Bellavista”, Alessandro Siani, stimolato da Benedetto Casillo (il vice sostituto portiere) si appassiona all’idea e decide di varare il progetto. Dopo aver vagliato alcune ipotesi giunge con Luciano De Crescenzo alla conclusione che la migliore soluzione per la realizzazione dell’idea sia affidarla a Geppy Gleijeses: “Sule tu ‘o ppuò ffà!“. Ma Geppy, seppur lusingato dalla “investitura”, è costretto a rinunciare, anche perché stretto tra gli impegni di “Filumena Marturano” e “Il Piacere dell’Onestà” entrambi con la regia di Liliana Cavani. Ma Alessandro non demorde, annulla la tournée prevista per la passata stagione e bussa nuovamente alla porta di Geppy: “E mò come ti metti?“… Nasce così lo spettacolo teatrale “Così parlò Bellavista”, diretto e adattato da Geppy Gleijeses, prodotto da Alessandro Siani e Sonia Mormone (Best Live) e Geppy Gleijeses (Gitiesse Artisti Riuniti), con Geppy – che nel film interpretava il ruolo di Giorgio – nel ruolo di Bellavista e un gruppo straordinario di attori napoletani:  Marisa Laurito, la migliore amica di Luciano ed eterna Miss Simpatia, sarà la moglie di Bellavista, Benedetto Casillo, l’unico nel ruolo che interpretò nel film, Nunzia Schiano, grande caratterista napoletana, e ancora Salvatore Misticone, Vittorio Ciorcalo e tanti altri, con la partecipazione di Gianluca Ferrato nel Ruolo di Cazzaniga, il direttore dell’Alfasud.

La scenografia di Roberto Crea riprodurrà la facciata del grande palazzo di via Foria dove fu girato il film. Le musiche saranno quelle originali di Claudio Mattone e verrà dato grande rilievo allo storico coautore di quel film: Riccardo Pazzaglia.

Per festeggiare i 90 anni di Luciano De Crescenzo i promotori hanno pensato a un debutto nel più bel teatro del mondo, il teatro della sua città, il San Carlo di Napoli.

La Sovrintendente Rosanna Purchia ha sposato con entusiasmo l’idea, il Comune di Napoli ha concesso il suo Patrocinio e la Regione Campania ha fortemente voluto sostenere l’iniziativa che celebra un film di culto (il coautore è l’indimenticabile Riccardo Pazzaglia), un romanzo venduto in tutto il mondo e il suo autore, il cui genio non sempre è stato riconosciuto nella misura che meritava. Ma, come dice Bellavista: ”Si è sempre meridionali di qualcuno!“

23/04/2020 21:00
Prossimo evento
gio, apr 23
21:00
Teatro San Domenico
Disponibilità Biglietti: MEDIA