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LUTZ FORSTER
LUTZ FORSTER
DOM 3 SET
TEATRO ZANDONAI
20.30
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  • Lutz Forster
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  • LUTZ FÖRSTER
     
    DANCE STORIES BY AND WITH LUTZ FÖRSTER
    Non a caso nel film che Wim Wenders ha dedicato alla coreografa-regista Pina Bausch, scomparsa nel 2009, Lutz Förster è sempre il capofila delle più affascinanti “passerelle”, ossia dei défilé sincronizzati, eseguiti da interpreti appartenenti al Tanztheater Wuppertal, che si snodano come flussi serpentini nelle trame spaziali di molti degli spettacoli di Pina. In un film sul cosmo “bauschiano”, non poteva che essere Lutz il sommo maestro di cerimonie. Questo danzatore di straordinaria esperienza, biondo, alto e sottile, sa elargire un intenso charme teutonico mescolato a uno humour sdrammatizzante. Attore e ballerino di suprema eleganza, Lutz indossa i doppiopetti maschili tipici del Tanztheater con un originale piglio aristocratico. Ha mani magiche e dita lunghissime e molto espressive, che utilizza volentieri negli assoli. E’ delicato nell’osservazione e concentrato nell’emozione. Oscilla tra una severità regale e il piacere ludico dello stare in scena. E’ al tempo stesso persona e personaggio.
    Ma la speciale fisionomia di Förster non è legata solo alla “grande madre” del teatrodanza, come testimonia il suo assolo nato inizialmente con il titolo “Portrait of a Dancer”, e già portato in vari luoghi del mondo lungo un cammino pluriennale di rivisitazione e di sviluppo degli spunti di partenza: l’ultima rappresentazione è avvenuta al BIPOD 2017 (Beirut International Platform of Dance), dove il pezzo ha assunto il nome di “Dance Stories by and with Lutz Förster”. In particolare hanno segnato il denso percorso di Lutz, oltre a Pina Bausch, le sue passate collaborazioni con la compagnia di José Limon, uno dei massimi maestri della Modern Dance americana, e con il regista statunitense Robert Wilson, santone dell’avanguardia teatrale occidentale di fine Novecento.
    L’autoritratto generato da questi trascorsi riunisce i frammenti della sua memoria in un viaggio recitato e danzato. Lo spettacolo debuttò nel 2009 a Utrecht, e da allora Förster non ha smesso di modellare quest’affresco “confessionale” che narra un’indagine compiuta all’interno dei linguaggi del teatrodanza e del movimento puro. In un amalgama di azioni, testi e coreografie, scorrono le metamorfosi di quest’artista “totale” insieme a estratti di spettacoli degli autori con i quali ha lavorato. Risalta, tra i materiali proposti, uno degli assoli più famosi del repertorio del Tanztheater Wuppertal, preso da “Nelken”, in cui Lutz ricompone gestualmente, grazie all’uso del linguaggio dei sordomuti, le parole della canzone “The Man I Love”. Nel succedersi di immagini e monologhi, l’ironia si fonde con la malinconia, e la soggettività della riflessione artistica diventa il racconto di un’intera dimensione estetica e culturale del “fare-teatro”.
    L’assolo di Förster giunge a Rovereto anche come uno speciale omaggio al festival Oriente Occidente, che nella sua lunga storia serba il ricordo del formidabile successo ottenuto da “Nelken” di Pina Bausch, rappresentato a Rovereto nel 1990.

    Leonetta Bentivoglio

    Lo spettacolo di Lutz Förster costituisce uno dei tasselli del progetto “Lo sguardo dell’imperatrice”, curato da Leonetta Bentivoglio in collaborazione con Ninni Romeo e prodotto da Daniele Cipriani Entertainment. Il progetto presenta creazioni di ex ballerini del Tanztheater Wuppertal incorniciate da iniziative votate all’esplorazione dell’eredità della grande coreografa-regista tedesca. Figura, tra queste iniziative, la mostra fotografica firmata da Ninni Romeo, allestita appositamente per Rovereto.
     
    Direzione e danza Lutz Förster
    Assistente Franko Schmidt
    Direzione tecnica Thomas Wacker
    Tour manager Inge Zysk

    Basato su una produzione del Springdance Festival (Utrecht 2009)

    Durata 50’