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ATTI DI GUERRA
dalla trilogia The war plays
di Edward Bond
traduzione Margaret Rose e Salvatore Cabras
con Alessandro Betta, Matteo Ferrante, Sara Sacchi, Agnese Troccoli, Valeria Zanolin
visual design George Paparus sound design Nicola Tripaldi coordinamento Laura Malacarne
regia Salvino Raco
produzione Laboratory Experiences in collaborazione con Margaret Rose dell’Università degli Studi di Milano e PACTA . dei Teatri con il sostegno di Fondazione Cariplo
Studio per una messa in scena
PRIMA ASSOLUTA
  • EDWARD BOND
  • LABORATORY EXPERIENCES
  • ATTI DI GUERRA
  • La trilogia “Atti di Guerra” di Edward Bond (Rosso Nero e Ignorante, I Padroni delle Lattine e La Grande Pace) è stata scritta a Casteldaccia in Sicilia con gli studenti dell’Università di Palermo nel1983. In essa si affronta il tema del nucleare e della violenza: la storia visionaria di un mondo devastato, reso desertico dalle guerre e inabitabile dalle carestie e da un passato susseguirsi di esplosioni atomiche, in preda a eserciti totalitari che tolgono ai pochi cittadini rimasti ogni libertà.                                                                                                                                                                    “In questa prima fase di studio - spiega il regista Salvino Raco - saranno presentate alcune delle grandi scene della trilogia con lo scopo di restituire al testo il senso più profondo. Il linguaggio emozionante e poetico di Bond sollecita in maniera forte il pensiero dello spettatore e lo induce, da un lato, ad agire per evitare il pericolo delle catastrofi e, dall’altro, alla comprensione dell’origine della violenza. Lo studio ha anche come obiettivo importante quello di coinvolgere e sensibilizzare il pubblico di tutte le generazioni a riflettere sulla storia attuale e sul fatto che la crisi che stiamo vivendo - guerre, conflitti, cambiamento climatico, flussi migratori - puó essere trasformata in atti di riconciliazione con l’altro e che il cambiamento può avvenire se cominciamo a rispettare noi stessi e l’ambiente”.

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