Info
CONTRO IL PROGRESSO

 

Il Teatro Out Off e La Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi diretta da Giampiero Solari presentano

CONTRO IL PROGRESSO - 7 PIÈCE DI TEATRO BURLESQUE


testo di Esteve Soler

regia di Emanuele Giorgetti

con Letizia Bravi, Marco Cacciola, Riccardo Vicardi

tutor di regia Claudio Autelli

scene Pio Manzotti, Mattia Franco, Alice Capoani

sound design Hubert Westkemper

light design Daniela Bestetti con Paolo Latini e SimonaOrnaghi

costumi Enza Bianchini e Michela Tarallo con Nunzia Lazzaro

video Fabio Brusadin, Emanuele Giorgetti

grafica Sara Frigerio

Ingrandisci
  • Esteve Soler
  • Teatro Out Off
  • 15
  • CONTRO IL PROGRESSO
  • Contro il Progresso, testo di EsteveSoler costituito da 7 frammenti - è uno specchio che deforma larealtà, che la esagera e la ridicolizza, per sussurrarci che in fin dei contisiamo tutti schiavi delle promesse del progresso.
    «Il progresso, un tempo la manifestazione più estrema dell'ottimismo radicale epromessa di felicità universalmente condivisa e duratura, si è spostatoall'altra estremità dell'asse delle aspettative, connotata da distopia efatalismo: adesso progresso sta ad indicare la minaccia di un cambiamentoinesorabile e ineludibile che invece di promettere pace e sollievo nonpreannuncia altro che crisi e affanni continui, senza un attimo di tregua.» ZygmuntBauman

    Contro il Progresso è uno studio volto amettere in luce gli aspetti negativi del progresso, quali l’assuefazione dellemasse, l’azzeramento del pensiero individuale e l’incremento di paurecollettive. Tutto ruota attorno alla spersonalizzazione dell’uomo contemporaneoe alla sua sempre crescente mancanza di empatia autentica.

    Ulteriorefocus del lavoro è sottolineare gli aspetti distopici e inquietanti dellesituazioni messe in scena. Ciò che potrebbe essere apparentemente comico, vieneindagato più a fondo e restituito alla sua dimensione grottesca e spaventosa.

    Attraversol’utilizzo di azioni metaforiche spesso portate all’estremo, viene messa in discussionel’abitudine a rinchiudersi nella propria comfort zone e divenirne schiavi,precludendosi così la possibilità di aspirare a qualcosa di superiore, lapossibilità di impegnarsi in un progetto, di porsi domande per le quali cercarerisposte.

    Senella società del progresso - nella quale tutto è pura forma priva di contenuto- l’uomo è svuotato dall’empatia, cosa gli rimane dell’essere davvero umano?


    EmanueleGiorgetti

    Carrello Personale

    Modifica