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IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO
IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO

dal 11 al 22 dicembre
Teatro Out Off 
 
IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO 

di Fëdor Dostoevskij

traduzione e drammaturgia di  Fausto Malcovati e Mario Sala

con Mario Sala

regia Lorenzo Loris

scena Daniela Gardinazzi

costumi Nicoletta Ceccolini

luci e fonica Luigi Chiaromonte

consulenza musicale Ariel Bertoldo

collaborazione ai movimenti Barbara Geiger

assistente alla regia Davide Pinardi

interventi pittorici in locandina Giovanni Franzi

spettacolo  inserito nell’abbonamento Invito a Teatro 

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  • Fedor Dostoevskij
  • Teatro Out Off
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  • IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO

  • Un uomo ripercorre la sua vita e le ragioni per cui si è sempre sentito estraneo alla società quando ecco la svolta salvifica presentarglisi in forma di sogno. La felicità sulla Terra può esistere, l’uomo ridicolo lo sa, e la sua vita ora è un tempo di parole da regalare a chi tra una risata e l’altra le volesse ascoltare.

    "Mario Sala un po’ uomo un po’ clown, un po’ straziante e un po’ irritante, passa dal grottesco al tragico, dalla rabbia alla all’abulia, assente e inutile, poi intenso e partecipante, attento alla gestualità che la regia di Loris ben guida e, grazie alla platea che vuota si spalanca alle spalle dell’attore, crea momenti suggestivi per un racconto profetico, potente e nitida parabola della condizione umana."

    -Magda Poli, Il Corriere della Sera –

    "Il sogno di un uomo ridicolo di Fëdor Dostoevskij, scritto nel 1876, è un breve, delizioso racconto fantastico qui nella bella traduzione e drammaturgia di Fausto Malcovati e Mario Sala che trova una fisionomia meno visionaria ma di maggiore dolenza e tenerezza nella nitida, semplice, efficace messa in scena di Lorenzo Loris e nell’interpretazione generosa e sapiente dello stesso Mario Sala al Teatro OutOff di Milano."

    -Anna Bandettini, La Repubblica-

    "Il monologo “Il sogno di un uomo ridicolo”, recitato da Mario Sala, sotto la regia di Lorenzo Loris, lascia il segno negli spettatori. L’idea di capovolgere il senso della rappresentazione, spostando gli spettatori sul palco e lasciando in mezzo a loro lo spazio all’attore è una soluzione che ha un significato forte."

    -Ugo Perugini, Il Mirino-

    ATTENZIONE: i posti sono liberi e non assegnati perché direttamente sul palco.

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