LIRICA

Madama Butterfly.

Melodramma. Dal greco: μέλος , canto o musica e δρᾶμα, vicenda scenica o recitazione.

Un’opera messa in musica, cantata, recitata, danzata in un ambiente creato dalla fantasia, la scenografia dove agiscono gli interpreti in costume consono. In sintesi, questa potrebbe essere una nota della voce “Regìa operistica” di un glossario elementare. In verità, le cose sono più complicate e molto più suggestive e più affascinanti sono gli aspetti artistici che questa voce, “Regìa”, convoca in palcoscenico, in quello spazio destinato ad ospitare l’Opera, anzi a “farla”. Il verbo, “fare” in Greco antico suona “ποιειν” da cui scaturisce, splendida, la voce poesia. Poesia come “fare”, creare dal nulla, sublime azzardo emulativo dell’opera di un Dio o “di Dio”. Prima del “fare” del regista e degli interpreti e degli scenografi, dei costumisti, degli orchestrali e dei coristi, dei danzatori, dei mimi, dei macchinisti, dei datori di luci, dei truccatori, dei parrucchieri, dei preziosi attrezzisti, dei maestri di palcoscenico, dei calzolai, degli armieri, degli assistenti a diverso titolo e diverse mansioni, dei servi di scena, la scena è vuota e muta. La creatività della gente dell’arte farà in modo che lo spazio scenico si riempia di poesia. E risuoni di canto e musica. La percezione dell’opera dell’autore si trasformerà in un’altra opera autonoma, nuova, originale. Ma, in questa, vive ancora il libretto, la musica, il genio dei poeti e dei compositori che, a loro volta hanno narrato in modo personale o arieggiando in maniera originale storie da altri tramandate, racconti di altri paesi e di altri tempi, fantasie e creazioni che attengono alla magnifica, infinita congerie della creatività, della sensibilità e della fantasia umane. E la scena si riempie, s’illumina, suona e risuona del canto, dei passi di danza, echeggia dello scalpiccio degli artisti, e parla con la loro voce.

La regìa ha il compito faticoso e bello di armonizzare tutto questo e la gioia creativa che ne deriva è tale perché al regista, se ha intendimento e il talento per “fare”, è dato un privilegio segreto e felice: quello di aver potuto dialogare con gli artisti lontani o nel tempo o nello spazio e farli diventare nostri contemporanei. Come loro hanno spesso fatto invitando gli antichi a “fare”, alla poesia.

Tutto questo si può raccontare. E il titolo della narrazione può essere, semplicemente: “Le parole della musica”. Proveremo a raccontare quattro opere emblematiche del tempo in cui sono state create, musicate e cantate. Ne narreremo la regìa, suoneremo e canteremo “Il Barbiere di Siviglia”, “L’Elisir d’amore”, “La traviata” e “Butterfly” in una favola sintetica e suggestiva.

Quattro autori geniali e centrali nell’espressione storica e sociale oltre che artistica del loro tempo.

Se possiedi un codice promozionale, inseriscilo qui sotto:

Quando e Dove

IL MAGGIORE Centro Eventi
Disponibile per assegnazione di taligandi abbonamentoDisponibilità Biglietti: MEDIA
sabato, 6. aprile
21:01

Info

  • Michele Mirabella
  • Sicilia Teatro
  • 5
  • Madama Butterfly